08 Maggio 2009
26 Aprile 2009
New York, quella citta' coi palazzoni, quelli alti alti alti come i papaveri, coronati dal sole e ben radicati nel cemento, imperlati di baracchini per gli hot dog, homeless e turisti.
Un citta' di quasi 9 milioni di abitanti dove il mondo si incontra senza salutarsi, perche' l'insalatona di asiatici, africani, italiani, arabi, americani ecc... e' cosa normale, piu' che nelle altre grandi metropoli. Del resto, la storia di New York inizia come un mix di culture, di prese di potere, di incontri e scontri, di battaglie dove ora schizzano grattacieli a sfidare il mondo. Sorprende essere in un mela tanto grande e non trovare poi tutto sto casino che ci si aspetta: Times Square fa sentire lo stress di una vita in corsa pure la notte, ma grandi corsie, macchine e una vera e propria citta' sotterranea chiamata "metropolitana" aiutano a non schiattare. Cibo quanto ne vuoi, dove vuoi, poco costoso, molto saporito, e piantiamola di catalogare gli americani come buoni a nulla. Loro non fanno niente, di cucina, hanno decine di altri popoli a cucinare per loro! A spasso per Little Italy, tra bandiere e insegne tricolore, accarezzando gli angoli resi famosi dagli agguati della mafia, dall'epica Mano Nera alla vera guerra di famiglie, spari e affari tra quelli che ancora oggi sono veri ristoranti italiani gestiti da veri cinesi. Di italiani, li', ci sono solo i ricordi. Gli abitanti sono tutti sparsi per gli States, buona parte concentrata a Brooklyn, e via un altro trattato di antropologia ci starebbe. Ellis Island, li' e' il cuore italiano di NY, e se ci entrate e come essere catapultati agli inizi del secolo, in un unico grande salone dove 20 milioni di persone hanno cercato di cambiare la loro vita.
E i grandi negozi sulla 5th Avenue. Il magico mondo Disney, dove le commesse hanno tutte la stessa forma, gli stessi pochi centimentri di altezza e la stessa grande Square sul fondo schiena, ma tutte molto cortesi, nonostante lo stress. E Tiffany, e Vitton, e tutti gli altri negozioni IN, dove i prezzi in vetrina non sono neanche esposti, perche' per chi entra li' a fare shopping, il prezzo e' l'ultimo dei problemi, se e' un problema.
Non basterebbero 9 milioni di parole per descrivere una citta' indescrivibile. Tanto meno questi 5 minuti ben spesi in un internet point nel Queens.
Saluti da NY.
08 Aprile 2009
Forse la notizia non è ancora stata recepita dai quotidiani italiani, neppure da quelli on line, ma l'ultima uscita del nostro Presidente del Consiglio ha davvero oltrepassato il segno.
Passino le solite battutine con cui crede di apparire simpatico, confermandosi un idiota a tutto il mondo tranne che ai (SUOI) fedelissimi italiani.
Passi la sua ossessione di combattere i comunisti (fa leva su questo per ottenere i voti di chi i comunisti, quelli veri, li ha conosciuti davvero) e di negare le evidenze.
Ma stavolta NO!
Non per fare i facili moralismi di fronte alle notizie del momento, ma questa cosa va divulgata:
Ieri Silvio Berlusconi ha rilasciato un'agghiacciante dichiarazione alla televisione tedesca, sostenendo che l'Italia sarà in grado di cavarsela da sola (abbiamo un'ottima organizzazione di Protezione Civile, d'accordo, ma andiamoci cauti) e che gli abruzzesi colpiti dal terremoto e ora ricoverati nelle tende d'emergenza dovrebbero prenderla come un "weekend al campeggio" . Stamattina mi ha telefonato mia sorella (vive in Germania) chiedendomi cosa si diceva in Italia. "Niente" ho risposto. In Italia non si SA ANCORA NIENTE.
La notizia sta iniziando a circolare in Internet, ma ancora non vedo articoli di quotidiani italiani.
Leggetela in:
tedesco http://www.news.at/articles/0915/15/238586/man-campingwochenende-berlusconi-obdachlose
inglese http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/5124102/Italy-earthquake-Berlusconi-says-homeless-should-see-it-as-camping-trip.html
spagnolo http://www.elpais.com/articulo/internacional/Berlusconi/victimas/fin/semana/acampada/elpepuint/20090408elpepuint_7/Tes
MA SI PUO' ?!?!?!?!?!?
23 Marzo 2009
Oltre 40 persone che si ritrovano assieme in grotta a Padriciano per guardare l'alba del primo giorno di primavera
Casse di birra
Chitarre e percussioni
fuoco
giocoleria notturna
Gran Pampel per tutti
Il sorgere del sole per ognuno.
Tanti ci aveva riso dietro quando avevamo raccontato loro la nostra idea. Ora ridiamo noi ricordando la splendida nottata che abbiamo passato assieme! Grazie a tutti quelli che hanno partecipato al primo NO GO ALBA della Storia! Visto il successo vedremo di organizzarlo di nuovo il prossimo anno!

08 Marzo 2009
Un'altra triste perdita nelle schiere della vecchia guardia cinematografica: ieri notte è morto a Roma, all'età di 101 anni (salute!), Tullio Pinelli, uno dei più famosi sceneggiatori italiani. Aveva collaborato con Lattuada, Soldati, Germi, Rossellini, Monicelli e soprattutto Fellini, con cui ha firmato capolavori come "I vitelloni", "8 e 1/2", "La dolce vita" e "Giulietta degli spiriti", film particolarmente amati da critica e pubblico (come un po' tutti quelli di Fellini).
Con Monicelli ha scritto "Il marchese del Grillo" e "Amici miei"; la cosa mi tocca personalmente perché sono due film che amo e che non mi stanco mai di vedere e rivedere. E rivedere. E rivedere ancora. Sì, perchè Tognazzi e Sordi mi fanno crepare. Sì, perchè Amici Miei è geniale ogni minuto. Sì, perché il Marchese del Grillo è commedia divertentissima quanto profonda analisi delle classi sociali ("Io so' io, e voi nun siete un cazzo" dice il Marchese per spiegare come mai lui si salva sempre mentre i poveracci devono fare i conti con la legge. Si mormora che la battuta, tra le più famose pronunciate da Sordi, sia stata scritta da un fan e appiccicata vicino alla sua lapide).
Come al solito son andato fuori tema, ma quando si parla di cose così forse è anche giusto spaziare il più possibile. Come del resto spaziava Pinelli quando scriveva.
Grazie.
FILMOGRAFIA
In cerca di felicità , regia di Giacomo Gentilomo (1943), soggetto e sceneggiatura La signora è servita , regia di Nino Giannini (1945), sceneggiatura Le miserie del signor Travet , regia di Mario Soldati (1945), sceneggiatura Si chiude all'alba , regia di Nino Giannini (1944), sceneggiatura Fatalità , regia di Giorgio Bianchi (1946), sceneggiatura L'adultera , regia di Duilio Coletti (1946), sceneggiatura dalla sua opera teatrale I padri etruschi Il bandito , regia di Alberto Lattuada (1946), sceneggiatura Il passatore , regia di Duilio Coletti (1947), sceneggiatura L'amore , regia di Roberto Rossellini (1948), episodio "Il miracolo", sceneggiatura Senza pietà , regia di Alberto Lattuada (1948), soggetto e sceneggiatura In nome della legge , regia di Pietro Germi (1949), sceneggiatura Il grido della terra , regia di Duilio Coletti (1949), soggetto Il mulino del Po , regia di Alberto Lattuada (1949), sceneggiatura Il cammino della speranza , regia di Pietro Germi (1950), soggetto e sceneggiatura Luci del varietà , regia di Federico Fellini e Alberto Lattuada (1950), sceneggiatura La città si difende , regia di Pietro Germi (1951), soggetto e sceneggiatura Cameriera bella presenza offresi... , regia di Giorgio Pastina (1951), soggetto e sceneggiatura Il brigante di Tacca del Lupo , regia di Pietro Germi (1952), soggetto e sceneggiatura Lo sceicco bianco , regia di Federico Fellini (1952), soggetto e sceneggiatura Riscatto , regia di Marino Girolami (1953), sceneggiatura Pietà per chi cade , regia di Mario Costa (1953), sceneggiatura La voce del silenzio , regia di George Wilhelm Pabst (1953), sceneggiatura I vitelloni , regia di Federico Fellini (1953), soggetto e sceneggiatura Traviata '53 , regia di Vittorio Cottafavi (1953), soggetto e sceneggiatura L'amore in città , regia di Carlo Lizzani, Federico Fellini (1953), soggetto e sceneggiatura Sinfonia d'amore , regia di Glauco Pellegrini (1954), sceneggiatura Le avventure di Cartouche , regia di Gianni Vernuccio (1954), sceneggiatura Gli amori di Manon Lescaut , regia di Mario Costa (1954), sceneggiatura La strada , regia di Federico Fellini (1954), soggetto e sceneggiatura Il bidone , regia di Federico Fellini (1955), soggetto e sceneggiatura Uomini e lupi , regia di Giuseppe De Santis (1956), sceneggiatura Le notti di Cabiria , regia di Federico Fellini (1957), soggetto e sceneggiatura Fortunella , regia di Eduardo De Filippo (1958), sceneggiatura Erode il grande , regia di Arnaldo Genoino (1959), soggetto La dolce vita , regia di Federico Fellini (1960), soggetto e sceneggiatura Adua e le compagne , regia di Antonio Pietrangeli (1960), sceneggiatura Scano Boa , regia di Renato Dall'Ara (1961), sceneggiatura Boccaccio '70 , episodio "Le tentazioni del dottor Antonio", regia di Federico Fellini (1962), sceneggiatura Senilità , regia di Mauro Bolognini (1962), sceneggiatura La steppa , regia di Alberto Lattuada (1962), sceneggiatura Violenza segreta , regia di Giorgio Moser (1963), sceneggiatura 8 1/2 , regia di Federico Fellini (1963), sceneggiatura I tre volti , episodi "Il provino" di Michelangelo Antonioni e "Gli amanti celebri" di Mauro Bolognini (1965), soggetto e sceneggiatura Il gaucho , regia di Dino Risi (1965), sceneggiatura Giulietta degli spiriti , regia di Federico Fellini (1965), soggetto e sceneggiatura Francesco d'Assisi , regia di Liliana Cavani (1966), soggetto e sceneggiatura L'immorale , regia di Pietro Germi (1967), soggetto e sceneggiatura Scacco alla regina , regia di Pasquale Festa Campanile (1969), sceneggiatura Galileo , regia di Liliana Cavani (1969), soggetto e sceneggiatura Sweet Charity, regia di Bob Fosse (1969), sceneggiatura Le notti di Cabiria Serafino , regia di Pietro Germi (1969), soggetto e sceneggiatura Come, quando, perché , regia di Antonio Pietrangeli (1969), soggetto e sceneggiatura Amore mio aiutami! , regia di Alberto Sordi (1969), sceneggiatura Le castagne sono buone , regia di Pietro Germi (1970), soggetto e sceneggiatura Il giardino dei Finzi-Contini, non accreditato, regia di Vittorio De Sica (1970), sceneggiatura Alfredo Alfredo , regia di Pietro Germi (1972), soggetto e sceneggiatura Amore e ginnastica , regia di Luigi Filippo D'Amico (1973), sceneggiatura Amici miei , regia di Mario Monicelli (1975), soggetto e sceneggiatura Per le antiche scale , regia di Mauro Bolognini (1975), sceneggiatura Viaggio con Anita , regia di Mario Monicelli (1979), soggetto e sceneggiatura Il marchese del Grillo , regia di Mario Monicelli (1981), soggetto e sceneggiatura La voce, regia di Brunello Rondi (1982), sceneggiatura originale Amici miei atto II , regia di Mario Monicelli (1982), soggetto e sceneggiatura Amici miei atto III , regia di Nanni Loy (1985), soggetto e sceneggiatura Ginger e Fred , regia di Federico Fellini (1986), sceneggiatura Speriamo che sia femmina , regia di Mario Monicelli (1986), soggetto e sceneggiatura La voce della luna , regia di Federico Fellini (1990), sceneggiatura Bonjour Michel , regia di Arcangelo Bonaccorsi (2005), soggetto e sceneggiatura Viaggio a Tulum , regia di Marco Bartoccioni (2009), sceneggiatura
da Wikipedia.
06 Febbraio 2009
23 Gennaio 2009
Eccoci qua. Vorrei scrivere a proposito di un piccolo gioiello del cinema che ho avuto la fortuna di vedere ieri al Trieste Film Festival: sto parlando del documentario "Storia di un confine e di tante identità" di Giampaolo Penco.
E' da un anno che l'idea del confine mi appassiona, e ora, dopo aver girato 2 corti a riguardo (uno proprio sul confine italo-sloveno) e aver consultato alcuni libri di autori giuliani, posso dirmi soddisfatto nella mia ricerca: era esattamente ciò che cercavo. Trieste non sarebbe tale senza la Slovenia: mi dispiace per i giovanotti dal braccio destro teso, ma è così. Il confine forma sempre una città, la sua storia e il suo popolo, poco da fare. Se pensiamo poi al nostro dialetto, di sloveno ce n'è in abbondanza.
Il documentario di Penco pensa proprio a questo: cerca di capire e far capire quale sia il valore di un confine, snodandosi tra i suoi lati culturali e i fatti più drammatici, come le violenze fasciste ai danni della minoranza slovena (sia in città che nei paesini del Carso, per non parlare del territorio sloveno occupato) e, per contro, delle agghiaccianti foibe di cui ancora qualcuno nega l'esistenza (nota: non ci finirono mica solo i fascisti cattivi, eh!), fino alla caduta del confine nel dicembre 2007, passando per il bombardamento del monte Nanos del '91, quando la Slovenia decide l'indipendenza dalla Jugoslavia (e alla Jugo la cosa non andava troppo giù). Storia, anzi, storiE di triestini, sloveni, carsolini, immigrati dell'est che popolano le notti del Carso, i rapporti col vicino. Le testimonianze di testimoni e nipoti di testimoni si dividono la scena con le dotte spiegazioni dei grandi intellettuali nostrani, dal prof. Elvio Guagnini al candidato premio Nobel Boris Pahor, lasciando a volte la parola ai versi poetici di Kosovel.
Il confine non c'è più, ma resta un confine in noi, più duro da abbattere, in cui pregiudizi e ferite sono ancora vivi e agguerriti: 2 comunità così vicine e così lontane, come chiaro e lampante è l'esempio di Santa Croce (viene citato il film "Cuori senza frontiere" di Zampa, girato proprio a Santa Croce. Film piuttosto raro, anzi se qualcuno ce l'ha mi faccia un fischio please!). 52 minuti di storia e cultura. Culture e storie. ____________________________________________________________________________________________________________________
Storia di un confine e di tante identità, di Giampaolo Penco, (2008) col.'52, v.o. italiano e sloveno con sottotitoli in italiano.
Lo trovate in qualche libreria a Trieste, altrimenti fate richiesta a VideoEst. ____________________________________________________________________________________________________________________
...e se anche a voi dà fastidio che un cinema venga ucciso per far posto a un centro commerciale, banca o quel che sia, passate al Cinema Excelsior, in coma in via Muratti, e firmate! (anche se Il Piccolo oggi scrive che ormai l'accordo c'è...MALEDETTO CONSUMISMO DI MERDA!!!)
18 Gennaio 2009
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